Salerno Città d’Arte

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“L’Arte è un richiamo cui molti rispondono senza essere chiamati”

L

a citazione di Leo Longanesi è(ra) ironica ma vale per tutti. Quel “molti”, sovente, stava per “troppi”.

Probabilmente, al di là delle parafrasi, lasciarsi trasportare dall’Arte rimane la maniera più onesta per prendere una boccata d’aria. Scevra da interessi di sorta. Libera.

Specialmente se un evento d’alto profilo viene a bussare alla porta, nel nostro cortile. Accoglierla, dunque, equivale a un’opportunità. Che ci diamo. Che allunghiamo agli altri, con la sola presenza.

A Salerno c’è una dimora gentilizia, nel centro storico, lungo Via dei Mercanti.

Il casato dei Pinto, nobile famiglia di origine normanna, da il nome al palazzo. Che ha sempre ospitato la Cultura. Biblioteche e Pinacoteche provinciali (in epoche contemporanee, diverse) sono un esempio che fa storico.

La corte medioevale quattrocentesca, al suo interno, è una morsa di bellezza. Stringe l’animo. Alfonso Gatto che aspetta silenzioso (e colorato) nel vicolo prospiciente ha una ragione d’essere.

Devo davvero ringraziare la curatrice Maria Rosaria Voccia. Avermi coinvolto in questo piccolo, grande progetto, allestito dall’Architetto Pasquale Cicalese,rappresenta un privilegio.

Salerno Città d’Arte 2019 (che quest’anno ha come tema il Mediterraneo) ha una bella narrazione.

Mi auguro passi dalla nicchia d’attenzione al popolare andante. Per questo va condiviso.

La Rassegna, giunta alla 3a edizione, sta prevedendo quattro esposizioni ripartite nell’attuale periodo autunnale che lambisce l’inverno: Arte in Viaggio nel Regno delle Due Sicilie” (3-10 Ottobre), “Scatti d‘Autore” (17-27 Ottobre), “Ritratti/Portraits” (9-16 Novembre), “10×10 Pocket Art” (7-14 Dicembre).

Mare come Terra di incontro tra popoli, sinergie culturali, rispetto reciproco, ricchezza e scambio proficuo.

La contaminazione è espressa dallo splendore dell’Arco Catalano. Che richiama gli interventi delle maestranze iberiche delle dimore di Castiglia e Catalogna.

Campania e Rinascimento incontratisi molto prima che vivessimo il tempo in cui versiamo.

Gli architetti detengono verità che noialtri dovremmo considerare.

Assieme alla Memoria.

Una poetessa una volta se lo è chiesto. Rispondendoci.

“Che il segreto dell’Arte sia qui? Ricordare come l’opera si è vista in uno stato di sogno, ridirla come si è vista, cercare soprattutto di ricordare. Ché forse tutto l’inventare è ricordare”. (1)

 

(1) “Diario 1938” (Einaudi) – Elsa Morante

© Miriam Di Domenico photo – That’s Core/ The Liaison Factory (2019)

 

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