Unbreakble

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“Chi non si ferma adesso, subito, non si ferma mai più. Quello che fai, lo farai sempre. Devi rompere una volta il destino. Devi uscire di strada, e lasciarti affondare nel tempo.”

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er un argomento così importante prendo “in prestito” Cesare Pavese. Non si affrontano ambiti universali, necessari,  senza ponderare bene le parole. (1)

È il secondo anno che Toyota fa da partner al Giffoni Film Festival per un progetto ad ampio respiro. Il tutto nel solco di un nuovo percorso chiamato “Impact”.

75 giovani (col patrocinio della Camera dei Deputati, rappresentata dal Presidente Roberto Fico) hanno l’opportunità di incontrare uomini e donne di Scienza, Arte, Cultura, Spettacolo, Istituzioni, Imprenditoria, Sport, Giornalismo.

In questa 50a edizione della Rassegna gli ospiti d’eccezione della Masterclass sono 4 cosiddetti “Unbreakable”. 2 atleti del Toyota Team, Vanessa Ferrari (ginnasta), Andrea Pusateri (ciclista), il chirurgo ortopedico Marco Dolfin ( classificato nel nuoto stile rana alle Paralimpiadi di Rio nel 2016) e infine l’imprenditore Mattia Barbarossa.

Claudio Gubitosi, direttore di Giffoni Opportunity è orgoglioso di questa partnership: “Toyota e Giffoni condividono un approccio che è improntato all’innovazione, alla ricerca incessante di nuove strade e nuove soluzioni attraverso uno sguardo che è di speranza e di fiducia e che è indirizzato ai giovani che sono il centro di tutto.”.

Mauro Caruccio, il CEO della multinazionale giapponese in Italia, ha spiegato il resto: “Lo scorso anno, il tema era l’innovazione. Quest’anno la tecnologia. La centralità dell’uomo rispetto ad essa. I confini che ne conseguono. Con la giusta determinazione tutto si può realizzare. Il messaggio di oggi è uno stimolo a essere ottimisti per quello che sarà il nostro futuro. La nostra è un’azienda globale.

Ci sono momenti nella vita in cui bisogna fare cambi di paradigma, passi in avanti. Vogliamo una società centrata intorno alla persona, dove ognuno sia libero di muoversi. La tecnologia non deve sostituire l’uomo, ma migliorare la qualità della vita. C’è una parola in Giappone, “ikigai”, secondo cui una persona è soddisfatta quando svolge un lavoro che ama, quando fa un lavoro dal quale riceve soddisfazione e per il quale viene apprezzato dalla società. Seguiamo questo insegnamento.”

I molteplici infortuni di Vanessa, la pervicacia di Andrea (diventato un “ironman” a fronte di una storia che definire difficile diventa riduttivo), la precocità di Mattia, la determinazione unita allo studio di Marco che ha scavalcato le avversità con la conoscenza.

La partecipazione dei Giffoners in sala, inevitabilmente, è stata spontanea quanto quella dei protagonisti. Quando si parla di città del futuro, bisogna presupporre le persone che le vivranno. Già da adesso. Non c’è nulla di fine a se stesso nella ricerca.

Il termine tecnologia è una parola composta. Deriva dal greco “tékhne-loghìa”, letteralmente “discorso sull’arte”, dove con Arte si intendeva sino al secolo XVIII il saper fare, quello che oggi indichiamo con la Tecnica, intendendo un qualunque metodo organizzato e codificato per raggiungere uno scopo definito.

Aristotele, nell’“Etica Nicomachea”distinse due forme di azione, “prâxis” e “téchnē”: mentre la prima ha il proprio scopo in se stessa, la seconda è sempre al servizio di altro, come un mezzo.

Ecco perchè contano questi incontri. Il confronto presuppone il senso della vita. Il futuro assume prospettive finalmente non svilite. “Unbreakble” in inglese vuol dire “infrangibile”. Appunto.

Nessuno infranga i sogni dei ragazzi.  

 

(1) “Dialoghi con Leucò” (1947) – Cesare Pavese

© ph. Giffoni Film Festival (2020)

 

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