Don’t look up

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A quanto può essere comprato, dimmi, questo domani? Vivrai domani? E’ già tardi vivere oggi: è sapiente chi è vissuto ieri.

S

e capita, date una scorsa agli “Epigrammi” di Marziale. Vi accorgerete che il futuro è incastonato nel passato. Al pari di una pietra preziosa. (1)

Del resto, Montag inFahrenheit 451″ scopre Don Chisciotte e Cervantes nascosti dentro a un televisore a valvole. Poi comincia a leggere Dickens.

Perchè la “Distopia” nel Cinema viene da molto lontano: Wells, Dick, Orwell, Bradbury.

Quando Truffaut negli anni ’60 le rende omaggio, con stile inconfondibile, lo scricchiolio della cosiddetta “Crescita Economica” è arrivato farsi sentire. (2) (3)

“Don’t look up” di Adam McKay è il terzo film più visto di sempre su Netflix (anche quello col maggior seguito delle feste natalizie). Appena undici giorni di programmazione a decretarlo. (4) (5)

Ha un cast esagerato e hollywoodiano (cachet compreso). Con ben quattro Premi Oscar.

Leonardo Di Caprio è dimesso e goffo. Meryl Streep (con tatuaggio in vista sul fondoschiena), Jennifer Lawrence, Cate Blanchett, Timothée Chalamet, e Jonah Hill fanno quel che il pubblico s’aspetta. Tutti bravi. Rob Morgan e Mark Rylance rubano l’attenzione.

La storia parla di una cometa che centrerà entro pochi mesi la Terra, distruggendola. O, forse, racconta semplicemente quello che stiamo diventando. E siamo già diventati.

In fondo non serve mica capire il plot narrativo, sapere che le Effemeridi continuano a ridursi? Basta leggere l’introduzione di Jack Handey. Sdoganato, in tempi non sospetti, da Steve Martin al “Saturday Night Live”.

“Vorrei morire nel sonno in pace come mio nonno, non gridando di terrore come i suoi passeggeri.”

Dunque, puoi raccogliere con calma tutti i déjà-vu della tua vita. Recente o remota che sia.

Le fetta imburrata di marmellata, i the con la bustina, i piercing al naso da Millennial, le camicie di flanella della Generazione X, i croccantini a forma di teschio, i calcoli orbitali, la Statale del Michigan.

Magari l’Ufficio di Coordinamento della Difesa Planetaria esiste veramente.

Considerando lo Studio Ovale molto più piccolo che in fotografia nessuno ti impedirà di vomitare nel cestino delle carte. Ovvio, prima di rivelare l’estinzione della specie umana alle porte.

Tra 6 mesi e 14 giorni, precisamente.

Lo Xanax rimedia gran parte dell’impasse. Il segreto sarà non scomporsi di fronte a Generali (con tre stelle) che spacciano snack prima di andare a Okinawa.

Sting, si sa, scorreggia davanti agli altri. Eppure resta affascinante.

“La vita senza lo stress di vivere”. Ci siamo. I telefonini prensili che fanno acquisti al tuo posto sono sopravvalutati. Semmai sarebbe interessante comprendere che ci sta succedendo.

“Non riusciamo neanche a comunicare tra di noi. Cosa abbiamo fatto a noi stessi. Come si risolve?”

Il Poeta direbbe: “Alla riscossa stupidi che i fiumi sono in piena: potete stare a galla.”. (6)

Infatti sui social il tema del momento sta lì: Riley Bina e DJ Chello si sono lasciati. “È un vero peccato!”.

Allora provi a spiegarti al’New York Herald, nel salotto del The Daily Rip, persino alla Casa Bianca. Niente. “Lo show del surreale” ti attende.

I messaggi subliminali hanno preso il sopravvento.

Le dirette, i sondaggi, gli algoritmi, la Birkin” di Hermès, lo streaming, gli acronimi improbabili, i codici a barre, Mariah Carey e Clinton, i programmi spazzatura interrotti dall’Emergency Broadcast System, gli adesivi sotto gli skate, l’FBI, la Bat Caverna, i popcorn da 300 milioni di dollari, i negazionisti dell’impatto, il cibo confezionato.

“Noi abbiamo veramente tutto, se ci pensate”.

E lo stiamo barattando con un surrogato d’esistenza. Meno male che resta l’applicazione della dieta che non farai. Assieme al poster di “Star Wars” autografato da Mark Hamill.

L’importante è ricordarsi che “sei qui, ora”. Ma non certo per entrare in diretta televisiva e fare lo zimbello di te stesso. “Correre verso il piacere e fuggire il dolore come un topo selvatico” non è un disonore. A patto di rammentare, nel mentre, cosa conti sul serio.

“Ti va di passare altro tempo insieme?”.

Un ragazzo sul sedile della tua berlina familiare “suona” giusto come i Mills Brothers. Le patate novelle e il salmone selvaggio sono un’ottima idea. Magari non morirai da solo.

“Forse in quegli ultimi momenti amava la vita più di quanto l’avesse mai amata. Non solo la sua vita: la vita di chiunque, la mia vita. Tutto ciò che volevano erano le stesse risposte che noi tutti vogliamo: “Da dove vengo?” “Dove vado?” “Quanto mi resta ancora?”. (7) (8)

La bellezza di esistere (r)esisterà. Alle “lacrime nella pioggia”. Ai “momenti perduti nel tempo”.

 

(1) “Epigrammi”, V Libro (86-102 d.C.) – Marco Valerio Marziale

(2) “Farenheit 451” (1966) – Francois Truffaut

(3) “Farenheit 451” (1953) – Ray Bradbury

(4) “Don’t look up record, è il terzo film più visto di Netflix” – Coming Soon/Domenico Misciagna

(5) “Don’t look up è il titolo più visto su Netflix a Natale 2021” – Movieplayer.it/Luca Scarselli

(6) “Up patriots to arms” (1980) – Franco Battiato

(7) “Blade Runner” (1982) – Ridley Scott

(8) “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” (1968) – Philip K. Dick 

 

 

 

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